Utopia o capacità di scorgere le necessità del futuro di una realtà urbana così variegata e stratificata?

La narrazione di Roma implica sempre l'idea di una città sospesa tra passato e presente, infinito archivio della memoria, fragile e intoccabile, dove ogni trasformazione sembra dover chiedere il permesso alla storia.

La domanda alla base del progetto vincitore di Vision for Rome - bandito lo scorso anno da Fondazione ROMA REgeneration ETS per contribuire ad elaborare una prospettiva organica di crescita della città di Roma e aggiudicato dal team di IT'S,OMA, LGSMA,OKRA, NET Engineering con Open Impact, Artelia Italia e altri consulenti - verte proprio su uno stravolgimento di paradigma, che parte dal guardare l'urbe nel superamento della stratificazione, imparando ad abitarla in modo nuovo.

Andando oltre l'idea di monumento immobile, Roma Continua si pone come un nuovo filtro sulla città, che mostra un organismo vivente capace di rigenerarsi senza per questo perdere la propria identità, chiedendo solo lettura attenta e ascolto per accompagnare la città nella trasformazione e nella valorizzazione di quello che già c'è.

Attraverso corridoi verdi, nuovi nodi della mobilità pubblica e il riuso di spazi sottoutilizzati, la proposta vuole ricucire le frammentazioni urbane e costruire una città più accessibile, inclusiva e sostenibile, convertendo la mobilità in uno strumento capace di redistribuire opportunità e qualità urbana. 

Ne deriva una nuova idea di bellezza, diffusa in tutti i quartieri, negli spazi pubblici e nella vita quotidiana, in una fitta rete di scambio tra università, startup, istituzioni culturali e comunità locali, messe in relazione attraverso poli della conoscenza e luoghi condivisi.

"Roma Continua" - spiegano i progettisti - non è dunque un progetto chiuso, ma una strategia aperta e adattabile nel tempo, un modo di immaginare il futuro della città attraverso connessioni, cura e continuità.

Il lavoro - sviluppato di concerto tra affermate realtà internazionali - ha così consentito di mettere in campo competenze multidisciplinari per rendere la visione quanto più ambiziosa e al tempo stesso realizzabile. Attraverso il riallineamento tra infrastrutture, natura e riuso, infatti, il progetto punta a creare le condizioni affinché Roma possa continuare a evolversi secondo le proprie dinamiche nei prossimi decenni.

Non la città del futuro scenografica e fatta di tecnologie invasive, dunque, ma "una città che sappia respirare meglio, connettere ciò che oggi è separato e trasformare la propria complessità in energia collettiva". In sintesi, una Roma che non smette di essere antica, ma che proprio nella profondità della sua storia trova la possibilità di continuare.

Il progetto, diretto da IT'S e OMA (architettura e urbanistica), è sviluppato in collaborazione con un team multidisciplinare composto da LGSMA, OKRA (paesaggio), NET Engineering (mobilità), Open Impact (analisi degli impatti), Artelia Italia (sostenibilità ambientale), Costanza Profumo (management culturale), Artribune (comunicazione e partecipazione), Fiamma Montezemolo (antropologia), Davide Marino (economia agroalimentare), Elena Granata (consulenza urbanistica), Margherita Erbani (consulente architettura e urbanistica).

5 principi per disegnare la Roma del Futuro

Cura, Bellezza, Conoscenza, Movimento, Riuso ed innesto: sono i 5 principi attorno a cui Roma Continua vuole costruire una città intesa come ecosistema vivente.

Ribaltare le prospettive significa, infatti, anche avere cura re-immaginare il denso centro storico circondato da una periferia vasta e senza confini precisi come un'opportunità. Creare una rete di percorsi verdi, ciclabili e ferroviari - e quindi pensare alla mobilità - consentirebbe di ricucire le distanze e di restituire coerenza a una città cresciuta spesso per frammenti. 

Anche il principio della bellezza assume un significato nuovo, alleggerendo la pressione turistica sul centro storico grazie a una rete ferroviaria immaginata per collegare i Fori a luoghi meno conosciuti, costruendo nuovi itinerari e un sistema diffuso di poli culturali nei quartieri.

La conoscenza diventa, invece, il motore produttivo della città contemporanea: attorno ai Fori dell'Innovazione il progetto immagina cinque poli tematici, legati alle vocazioni dei quartieri e ai settori produttivi emergenti. Università, startup, laboratori e industrie consolidate condividono spazi, infrastrutture e servizi pubblici, favorendo una collaborazione continua tra ricerca, impresa e vita urbana. In questa prospettiva, 

Il principio di riuso e innesto, infine, propone una trasformazione paziente e concreta della città esistente. Gli spazi sottoutilizzati, gli edifici abbandonati, le aree marginali non vengono demoliti o cancellati, ma reinterpretati attraverso pratiche di riuso adattivo e nuovi innesti architettonici. Nascerebbero così residenze, spazi educativi, attrezzature culturali e servizi di prossimità capaci di attivare nuove forme di vita urbana e di sostenere l'economia quotidiana dei quartieri. 

La "Call for Ideas - A Vision for Rome" è il concorso internazionale di idee nato con l'obiettivo di raccogliere proposte per  delineare una visione strategica, sostenibile e innovativa per il futuro di Roma.
Si è trattato di una competizione aperta a team multidisciplinari con l'intento di costruire un modello organico orientato alla crescita della Capitale.

+info: romaregeneration.it

Le immagini e i diagrammi di progetto

Crediti del progetto

Titolo: Roma Continua
Architettura e Urbanista: IT'S, OMA, in collaborazione con LGSMA
Paesaggio: OKRA
Mobilità: NET Engineering
Impatto sociale, ambientale ed economico: Open Impact
Sostenibilità ambientale: Artelia Italia
Manager culturale: Costanza Profumo
Comunicazione, partecipazione ed arte pubblica: Artribune
Antropologia: Fiamma Montezemolo
Economia e Politica Agroalimentare: Davide Marino
Consulente urbanistica: Elena Granata
Consulente architettura e urbanistica: Margherita Erbani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

pubblicato il: